Allegretto

Il Manhattan Jazz Club si trova in piazza Armando Diaz 6 nel centro di Milano, in un loft di settanta metri quadri che era stato per vent’anni un negozio di arredamento, casalinghi e artigianato piuttosto angusto e stipato, venduto com’era alla cianfrusaglia cinese che aveva cominciato a girare dagli anni della Lega. Il proprietario, un vecchio brianzolo costretto in città dal lavoro e indurito dal tempo – il tempo a fianco di cesti di vimini di dubbio gusto provenzale e profumo di lavanda – aveva deciso che era arrivato il momento di andarsene fuori dai coglioni e vivere quel poco che gli restava della sua misera esistenza il più lontano possibile da must have, textiles, shabby chic, decor trendy, e tutte quelle balle inglesi lì che ai milanesi piacevano tanto, e che lui mal tollerava. Dunque aveva messo in vendita il locale per poche migliaia di euro, convinto che il più grande – e pure ultimo – investimento che avrebbe potuto fare per se stesso fosse abbandonare la città tra l’adesso e il subito.

Così il negozio di arredamento, casalinghi e artigianato aveva cambiato identità e vesti e in pochi mesi aveva assunto il ruolo di bar fatiscente ma con il caffè al banco a un euro e cinquanta, di night club low cost con striptease privé e lap dance “per tutti gli uomini d’affari di Milano”, persino di rivenditore di cerchietti per capelli – sì, c’era chi credeva di poter campare con i cerchietti per capelli.

Poi, un giorno è passato da piazza Diaz il signor Giona Marchetti Silvestri. Quel giorno ha avuto inizio la nostra storia.